il farnace

ANTONIO VIVALDI

30 Dicembre 2021 – ore 20.00 CET

 

 

 

 

Dramma per musica in tre atti su libretto di Antonio Maria Lucchini
Prima rappresentazione, Teatro Sant’Angelo di Venezia, il 10 febbraio 1727

Edizione critica Bernardo Ticci

Farnace Raffaele Pe
Gilade Francesca Lombardi Mazzulli
Tamiri Chiara Brunello
Berenice Elena Biscuola
Pompeo Leonardo Cortellazzi
Selinda Silvia Alice Gianolla
Aquilio Mauro Borgioni

direttore Federico Maria Sardelli
regia Marco Bellussi
scene Matteo Paoletti Franzato
costumi Carlos Tieppo
luci Marco Cazzola
video Creativite
assistente alla regia Elisabetta Galli
mimi Elisabetta Galli, Davide Craglietto

Orchestra Accademia dello Spirito Santo

Coro Accademia dello Spirito Santo
direttore Francesco Pinamonti

produzione Fondazione Teatro Comunale di Ferrara
coproduzione Teatro Municipale di Piacenza

 

Atto primo

Farnace, succeduto a suo padre Mitridate come re del Ponto, è stato sconfitto dall’esercito romano condotto da Pompeo. Farnace ordina a sua moglie Tamiri di sacrificare loro figlio e poi di suicidarsi, così da evitare l’umiliazione della prigionia. La madre di Tamiri, Berenice, regina di Cappadocia, nutre un implacabile odio nei confronti di Farnace e unisce le sue forze a quelle di Pompeo per completare la sua eliminazione. Nel frattempo Selinda, sorella di Farnace, è fatta prigioniera. Ella ancora spera che suo fratello possa ristabilirsi sul trono del Ponto e seduce contemporaneamente sia il prefetto romano Aquilio, sia il capitano di Berenice Gilade, nella speranza che la rivalità amorosa tra i due uomini possa dare giova- mento alla sua causa.

Tamiri decide di togliersi la vita ma di salvare quella di suo figlio; lo nasconde nel mausoleo che custodisce il sepolcro dei re del Ponto. Sta per trafiggersi con il pugnale datole da Far- nace, quando Berenice sopraggiunge e glielo impedisce. Dopo un acceso scambio tra madre e figlia, Berenice chiede a Pompeo di tenere prigioniera Tamiri ma Pompeo, impressionato dal coraggio della donna, la lascia andare.

Atto secondo

Gilade e Aquilio corteggiano Selinda, ma lei sembra rifiutare le loro avance. La sua strategia sta cominciando a dare i suoi frutti, poiché Gilade ora per la prima volta prende posizione contro Berenice, che sta ancora accanitamente dando la caccia a Farnace e a suo figlio. Berenice deride Gilade e il suo ridicolo amore per una nemica. Farnace ha deciso di suicidarsi nel mausoleo dei re del Ponto, ma l’arrivo di Tamiri glielo impedisce. Interrogata da Farnace, Tamiri mente e ammette di aver ucciso loro figlio: Farnace è devastato da questa notizia e allo stesso tempo rimprovera sua moglie di essere ancora in vita. A questo punto, giunge Berenice: Farnace si nasconde e la ascolta dare ordine ai suoi di distruggere il mausoleo; resta poi sbalordito quando vede suo figlio apparire dalla tomba. Tamiri supplica sua madre perché mostri compassione, ma Berenice non si lascia commuovere, rifiuta sua figlia e lascia sotto sequestro suo nipote. Farnace riappare e ripudia sua moglie: Tamiri, rimasta sola, è devastata dal dolore. Selinda continua instancabilmente la sua macchinazione: implora Gilade di sostenere la causa del nipote. Gilade e Aquilio supplicano Berenice di risparmiare il bambino, che Pom- peo affida alla custodia di Aquilio. Selinda promette ad Aquilio il suo amore se accetterà di intraprendere un’impresa pericolosa per suo conto.

 

Atto terzo

Mentre le truppe di Berenice e le legioni romane si radunano sulla piana di Eraclea, Be- renice chiede a Pompeo di uccidere il figlio di Farnace, dicendogli che in cambio riceverà metà del suo regno. Tamiri offre a Pompeo un incentivo similare, affinché risparmi suo figlio. Pompeo, commosso da Tamiri, le riconsegna il fanciullo. Farnace ritorna ed è felice di poter riabbracciare suo figlio; dopo aver nuovamente rimproverato sua moglie, si distacca dal bambino per andare a combattere contro Roma. Nel frattempo, Selinda fa promettere a Gilade che ucciderà Berenice ed estorce una simile promessa ad Aquilio riguardo a Pompeo. Ma proprio mentre Aquilio sta per adempiere alla sua promessa, Farnace, scambiato per uno dei soldati di Berenice, si avvicina a Pompeo con l’intenzione di ucciderlo lui stesso. Entrambe falliscono il tentato omicidio. Appare Berenice, riconosce nel finto soldato suo genero e fa arrestare Farnace. Tamiri, arrivando, supplica per la sua vita, invano. Ma Gilade e Selinda irrompono con un seguito armato e liberano Farnace. Egli sta per uccidere Berenice quando la regina e Pompeo prendono Tamiri e il bambino in ostaggio: Farnace allora offre la sua via in cambio della loro salvezza. Berenice, mossa dal comportamento di Farnace, lo perdona. Il re del Ponto riconquista il suo trono, nella generale esultanza.

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Considerato uno degli esempi più belli di teatro all’italiana, il Teatro Comunale di Ferrara è stato  costruito tra il 1773 e il 1797 su progetto di Antonio Foschini e Cosimo Morelli, e inaugurato nel 1798 con l’opera Gli Orazi e i Curiazi di Marco Portogallo. Si trova in corso Martiri della Libertà, in pieno centro storico a pochi metri dal Castello Estense. Il 21 marzo 2014 il teatro è stato dedicato alla memoria di Claudio Abbado, fondatore di Ferrara Musica e protagonista per 25 anni nella città estense di opere e concerti memorabili.

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