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23 OTTOBRE 2021 ORE 20:30 cet

L’ISOLA DISABITATA

Franz Joseph Haydn

23 ottobre 2021 ore 20:30

azione teatrale in due parti
libretto di Pietro Metastasio
musica di Franz Joseph Haydn
editore proprietario Bärenreiter-Verlag, Kassel
rappresentante per l’Italia Casa Musicale Sonzogno di Piero Ostali, Milano

Costanza Giuseppina Bridelli
Silvia Anna Maria Sarra
Gernando Kristian Adam
Enrico Christian Senn

Dolce Concento Ensemble
Jacopo Raffaele fortepiano

direttore Nicola Valentini
regia, scene, luci e video Luigi De Angelis

drammaturgia e costumi Chiara Lagani
aiuto regia e video Andrea Argentieri
responsabile allestimento Giuliana Rienzi

riprese col drone Klaudio Sota
calzature Emanuela Dall’Aglio

nuova produzione Teatro Alighieri di Ravenna
in coproduzione con Opéra de Dijon
in collaborazione con Fanny & Alexander

Un’isola come una stanza, il suo perimetro il confine del mondo, ai suoi vertici quattro personaggi che si perdono e si ritrovano: il percorso della Stagione d’Opera 2021/22 del Teatro Alighieri si inaugura con un…felice naufragio, quello su L’isola disabitata di Haydn. La prima di questo progetto curato da Fanny & Alexander, una coproduzione internazionale che vede l’Opéra de Dijon al fianco dell’Alighieri, coincide con il debutto di Luigi De Angelis e Nicola Valentini rispettivamente alla regia e alla direzione di un’opera nella loro città. Con la consapevolezza di quanto il libretto di Metastasio che Haydn mise in musica per la corte degli Esterházy si presti a riflessioni sulla solitudine e l’isolamento, la nuova produzione esplora il sottile confine fra reale e virtuale, mentre sulla scena scorrono immagini dell’isola siciliana di Marettimo, nelle Egadi. Valentini dirige l’Ensemble Dolce Concento con Jacopo Raffaele al fortepiano e le quattro voci sono quelle dei soprani Giuseppina Bridelli e Anna Maria Sarra, del tenore Krystian Adam e del basso Christian Senn; accanto a De Angelis – che cura scene, luci e video oltre alla regia – Chiara Lagani per drammaturgia e costumi e Andrea Argentieri, come aiuto regia e video.

Nessun uomo è un’isola, predicava il poeta John Donne nella celebre Meditation XVII, un buon secolo e mezzo prima che Haydn, nel 1799, si accingesse a comporre sul tema del confronto fra stato di natura e civiltà, fra l’innocenza primigenia del buon selvaggio e la corruzione del consorzio umano, senza dubbio una fra le querelles più care ai salotti dell’Illuminismo. Un dibattito che questa nuova produzione rilegge in termini dichiaratamente attuali: “Per i romani l’insula era la casa – nota Luigi De Angelis –  In neurologia, l’insula è la parte del cervello più connessa con l’empatia e le emozioni dolorose. Nell’opera di Haydn l’isola è metafora di uno stato d’animo che forse, in questo momento storico, ci riguarda da vicino. Credo che tutti ci porteremo a lungo la sensazione del confinamento, dell’isolamento, del fare i conti con un perimetro vitale limitato. Ogni esplorazione più ampia è stata demandata all’immaginazione, alla creatività, alle pareti permeabili e pulsanti del sogno”.

Con Chiara Lagani, De Angelis ha immaginato che la protagonista Costanza, anzi la cantante che la interpreta, scivoli in un sonno profondo: “La sua mente è l’isola stessa – spiega – noi spettatori siamo testimoni delle sue proiezioni interiori più segrete. L’altra cantante, sua sorella Silvia, rappresenta lo sguardo che può contemplare un orizzonte lontano, sconosciuto, da cui farsi sedurre, vale a dire rapire, condurre in un territorio nuovo, straniero. Silvia rappresenta il doppio più animalesco e naturale, fanciullesco, ancora genuino e fluido, non irrigidito, non intaccato dall’esperienza del dolore dell’abbandono. E sarà tramite la prospettiva di Silvia e del sogno che Costanza riuscirà a sciogliere la sua corazza di pietra e a ribaltare il proprio sguardo sul genere umano, ritrovando la perduta armonia e fiducia nell’altro”.

In questa deliziosa favola illuministica, Costanza (Giuseppina Bridelli) e la sorella minore Silvia (Anna Maria Sarra) sono state abbandonate al proprio destino su un’isola deserta e qui sbarcano Gernando (Krystian Adam), marito di Costanza, e l’amico Enrico (Christian Senn). Costanza, convinta di esser stata disertata da Gernando, ha educato Silvia a temere gli uomini, ma questo non impedisce alla giovane di fare esperienza del primo turbamento amoroso provocato dall’incontro con Enrico. Nonostante le incomprensioni, Costanza infine apprende che Gernando si è separato da lei soltanto perché rapito dai pirati ed Enrico si dichiara a Silvia. Attraverso l’influenza dell’Orfeo ed Euridice di Gluck, quest’opera in due parti rappresenta un unicum nel teatro musicale di Haydn, segnata com’è dalla scomparsa di recitativi secchi a favore di un costante fluire della musica che le conferisce una natura particolarmente moderna. Le pagine includono inoltre una splendida ouverture drammatica nello stile delle sinfonie Sturm und Drang, mentre si conclude con un imponente quartetto in cui i protagonisti sono accompagnati da quattro strumenti concertanti – violino, violoncello, flauto e fagotto – che anticipa il Mozart de Il ratto dal serraglio.

IN DIRETTA DA

TEATRO ALIGHIERI DI RAVENNA

Primi decenni dell’Ottocento: dopo oltre cent’anni il Teatro Comunicativo, interamente di legno, sta cedendo e la Civica Amministrazione decide di realizzare una struttura nuova. Intanto si deve trovare un luogo adatto e la scelta cade sulla Piazzetta degli Svizzeri, squallida e circondata da catapecchie, ma in pieno centro. Il progetto nel 1838 viene affidato a due architetti veneti, i fratelli Tomaso e Giovan Batista Meduna. Il primo ha curato il restauro del Teatro alla Fenice di Venezia, semidistrutto da un incendio. E porta la sua firma anche il primo ponte ferroviario di congiunzione di Venezia con la terraferma. Nasce così un edificio neoclassico, simile sotto molti aspetti al teatro veneziano. È il delegato apostolico, monsignor Stefano Rossi, a suggerire l’intitolazione a Dante Alighieri.

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