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9 FEBBRAIO 2020 – ore 15.30

CAVALLERIA RUSTICANA E PAGLIACCI

P. Mascagni / R. Leoncavallo

Streaming Live 9 febbraio 2020 – ore 15.30

Melodramma in un atto
Libretto di Giovanni Targioni-Tozzetti e Guido Menasci

Interpreti
Sonia Ganassi, Alessia Nadin, Angelo Villari, Stefano Meo, Claudia Marchi

Orchestra e Coro del Teatro Comunale di Bologna
Direttore Frédéric Chaslin

Regia Emma Dante
Scene Carmine Maringola
Costumi Vanessa Sannino
Luci Cristian Zucaro
Coreografia Manuela Lo Sicco
Maestro del Coro Alberto Malazzi

Produzione della Fondazione Teatro Comunale di Bologna in collaborazione coproduttiva con Fondazione I Teatri di Reggio Emilia

PAGLIACCI
Dramma in un prologo e due atti
Parole e musica di Ruggero Leoncavallo

Interpreti
Carmen Solis, Stefano La Colla, Stefano Meo, Paolo Antognetti, Vincenzo Nizzardo

Orchestra, Coro e Coro Voci Bianche del Teatro Comunale di Bologna
Direttore Frédéric Chaslin

Regia Serena Sinigaglia
Scene Maria Spazzi
Costumi Carla Teti
Luci Claudio De Pace
Maestro del Coro Alberto Malazzi
Maestra del Coro Voci Bianche Alhambra Superchi

Nuovo allestimento

Produzione della Fondazione Teatro Comunale con Grand-Théâtre de Genève in collaborazione coproduttiva con Fondazione I Teatri di Reggio Emilia

 

 

 

Cavalleria rusticana di Mascagni e Pagliacci di Leoncavallo, l’accoppiata prototipo del melodramma verista. Un dittico presentato qui in uno spettacolo tutto al femminile, la regia è affidata a un’inedita coppia di registe italiane: Emma Dante per Cavalleria Rusticana, Serena Sinigaglia per Pagliacci.

Per entrambi i titoli del dittico, alla guida dell’Orchestra del Teatro Comunale di Bologna è chiamato il direttore francese Frédéric Chaslin, artista versatile (pianista, compositore, scrittore) che collabora con teatri come il Metropolitan di New York, la Los Angeles Opera, la Bayerische Staatsoper di Monaco e la Deutsche Oper di Berlino.
Le due registe immaginano un collegamento, una complementarità tra le due storie brutali, come se si trattasse del positivo e del negativo di una medesima foto. Due intrecci che hanno come denominatore comune la gelosia e il tradimento – che portano a un tragico finale da cronaca nera – e due protagoniste donne: Santuzza (Sonia Ganassi, che torna nel “suo” Teatro Municipale Valli) in Cavalleria è gelosa di Turiddu (e del suo rapporto con Lola) e muove l’azione che porterà alla morte dell’amato; Nedda (interpretato da Carmela Remigio) in Pagliacci è vittima del femminicidio compiuto dal marito Canio, accecato dalla gelosia verso di lei e il suo amante (che scoprirà essere Silvio) tanto da commettere un doppio omicidio.

Da un lato in Cavalleria la Dante racconta una Sicilia diversa rispetto a quella “da cartolina” e ricorda che «le dinamiche del rapporto tra Turiddu e Santuzza oggi si possono trovare in Sicilia così come in tanti altri luoghi d’Italia in cui persiste questo genere di retaggio culturale», dall’altro la Sinigaglia immerge Pagliacci a metà tra realtà e finzione da commedia, nell’atmosfera del cinema neorealista degli anni Quaranta e Cinquanta.

«È stato davvero difficile confrontarsi con i temi di Cavalleria – spiega Emma Dante – perché la mia terra non è quella che l’opera richiede sia raccontata; ho scelto quindi di non dare una lettura contraria alla tradizione mantenendo i colori del Sud, che comprendono per esempio l’oscurità dei veli neri o la presenza dei crocifissi nelle processioni religiose ma senza alcun connotato oleografico. Intendo narrare il rapporto tra l’anima siciliana e il sacro, la compresenza della vita profana con quella religiosa, l’oppressione della donna e sicuramente non l’aspetto folkloristico dato dalle coppole e dalle lupare».

«C’è una profusione di elementi simili in questo duo – dice Serena Sinigaglia – A causa del loro ruolo comune nel Verismo italiano, Cavalleria rusticana e Pagliacci sono rappresentate insieme, spesso però senza essere scenicamente connesse. Questa volta sarà differente. L’idea del collegamento è sviluppata senza il desiderio di continuità, ma piuttosto di complementarità, come se si trattasse di due facce della stessa medaglia. Per esempio, se Cavalleria rusticana si trovava in un ambiente buio, allora Pagliacci sarà in un ambiente luminoso. Durante il Prologo di Pagliacci la scenografia di Cavalleria sarà smontata di fronte al pubblico e gli oggetti verranno sostituiti “a vista”.

Tutti i drappeggi della precedente decorazione di Emma Dante saranno rimossi per fare spazio al sole, alla luce brillante della Calabria, al suo suolo secco e arido. Anche l’ingresso di Tonio, che si rivolgerà al pubblico senza un contorno scenografico, sarà l’intervento di un uomo, un cantante dei giorni nostri che invita alla verità. Questo prologo segnerà il graduale passaggio a Pagliacci e ricorderà al pubblico che, anche se il teatro è solo finzione, le due opere presentate raccontano fatti reali».

CAVALLERIA/PAGLIACCI – Extra

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Il maestoso Teatro Municipale Valli, circondato dai giardini pubblici, copre un’area di 3.890 mq. Ospita annualmente una prestigiosa stagione lirica e concertistica oltre ad una ricca rappresentazione di danza e spettacoli di musical e di teatro musicale. Dispone di un archivio mediateca e di una discoteca storica aperti al pubblico. ll complesso fu costruito tra il 1852 e il 1857, secondo il progetto dell’architetto modenese Cesare Costa ed appare oggi praticamente invariato rispetto al momento inaugurale. Nel 1980 è stato dedicato all’attore reggiano Romolo Valli.

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