Il barbiere di Siviglia
Musica di Gioachino Rossini
Commedia per musica in due atti
Libretto di Cesare Sterbini
Il conte d’Almaviva Cesar Cortès
Bartolo Pablo Ruiz
Rosina Michela Antenucci
Figaro Simone Del Savio
Basilio Guido Loconsolo
Berta Ana Victoria Pitts
Fiorello / Un ufficiale Alex Martini
Direttore Leonardo Sini
Regia Fabio Cherstich
Scene Nicolas Bovey
Costumi Arthur Arbesser
Luci Marco Giusti
FILARMONICA DELL’OPERA ITALIANA BRUNO BARTOLETTI
CORO CLAUDIO MERULO DI REGGIO EMILIA
Maestro del coro Martino Faggiani
NUOVO ALLESTIMENTO
Coproduzione Fondazione I Teatri di Reggio Emilia e Fondazione Teatro Comunale di Modena
Fabio Cherstich, regista
Mi sono immaginato lo spettacolo come un grande ingranaggio ad orologeria, una spazio vuoto che di scena in scena si riempie di immagini ed elementi che niente abbiamo a che fare con la Spagna della tradizione: unica concessione un Figaro torero e scatenato. I cantanti e il coro in abiti moderni o comunque reinventai e stilizzati dalla fantasia dello stilista austriaco Arthur Arbesser. Erwin Wurm, Maurizio Cattelan e Carsten Holler i riferimenti visivi condivisi con lo scenografo Nicholas Bovey e il Lighting designer Marco Giusti.
Almaviva lo vestiamo 700. Lui, il principe sarà l’unico all’antica, destinato comunque a travestirsi ( da trama!), in figurino settecentesco e pretaccio bacchettone. E poi, come per dar corpo all’irresistibile «follia» della musica, nonché al puro godimento che può derivarne sganciandola da ogni realismo, proporzioni ribaltate nella scena dove tutto scorre su binari o sale e scende all’improvviso.
Nel laboratorio del perfido dottor Bartolo è costretta al ruolo di allieva una sempre più indispettita Rosina, Berta scoperta a bere dentro a un frigorifero o appostata in graticcio a sganciare pesi e corde del teatro sui pretendenti. Basilio emerge dal sottosuolo e quando arriva in palcoscenico sembra che tutto vada a pezzi. L ’insegna della bottega di Figaro diventa una scritta gigantesca e luminosa, in stile Broadway per accompagnare il barbiere più famoso della storia del teatro, una vera superstar. Il conte travestito da prete fa il suo ingresso accompagnato da un pesante confessionale. Piogge di monete e soldi, botole, l’ingresso della forza su un carro armato giocattolo. E ancora travestimenti e sotterfugi. Ambrogio è un cameriere maldestro e spericolato interpretato dal mimo francese Julien Lambert.
Un giovane direttore d’orchestra Leonardo Sini a coordinare uno spettacolo che spero possa risultare pirotecnico, nonostante i tempi limitati che stiamo vivendo fuori e dentro la scena. Un divertimento straniato e straniante, una follia visiva che ha come obiettivo quello di essere l’emanazione diretta e travolgente della musica di Rossini.
Arthur Arbesser, costumista
EXTRA
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TEATRO VALLI DI REGGIO EMILIA
Il maestoso Teatro Municipale Valli, circondato dai giardini pubblici, copre un’area di 3.890 mq. Ospita annualmente una prestigiosa stagione lirica e concertistica oltre ad una ricca rappresentazione di danza e spettacoli di musical e di teatro musicale. Dispone di un archivio mediateca e di una discoteca storica aperti al pubblico. ll complesso fu costruito tra il 1852 e il 1857, secondo il progetto dell’architetto modenese Cesare Costa ed appare oggi praticamente invariato rispetto al momento inaugurale. Nel 1980 è stato dedicato all’attore reggiano Romolo Valli.