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Gala Verdiano

VIDEO NON PIÙ DISPONIBILE

Gala Giuseppe Verdi
Brani celebri da Don Carlo, Un ballo in maschera, La forza del destino e Otello

Tenore Francesco Meli
Baritono Luca Salsi
Pianoforte Davide Cavalli

“E quindi uscimmo a riveder le stelle”, rassegna Estiva 2020 Palazzo Farnese
Concerto inaugurale a cura del Teatro Municipale di Piacenza

Produzione
Fondazione Teatri di Piacenza

Organizzato dalla Fondazione Teatri di Piacenza e dal Comune di Piacenza, l’evento inaugurale della rassegna estiva “E quindi uscimmo a riveder le stelle” sarà uno straordinario Gala Verdiano che vedrà sul palcoscenico due tra le stelle più luminose della lirica: il tenore Francesco Meli e il baritono Luca Salsi, per la prima volta in duo in concerto accompagnati al pianoforte da Davide Cavalli.

Nello spazio all’aperto di Palazzo Farnese, allestito con la massima attenzione al rispetto delle norme per la sicurezza sanitaria, con una capienza di circa 300 posti, risuoneranno celebri brani tratti dalle opere Don Carlo, La forza del destino e Otello di Giuseppe Verdi, in un evento dal valore altamente simbolico per celebrare la rinascita della musica, della cultura dopo un periodo buio, in una delle città maggiormente colpite dalla pandemia.

Francesco Meli è uno dei tenori più affascinanti e richiesti del mondo. Ha cantato in recital solistici alla Scala, Londra, Tokyo e San Pietroburgo, nel Requiem di Verdi con Riccardo Chailly, Daniele Gatti, Fabio Luisi, Riccardo Muti, Lorin Maazel, Gianandrea Noseda e Yuri Temirkanov alla Scala, Londra, Parigi, Zurigo, Mosca, Salisburgo, San Pietroburgo, Tokyo e Vienna. Nel 2019, cantando ancora nel Requiem diretto da Muti, si è esibito per la prima volta con i Berliner Philharmoniker durante il Festival di Pasqua a Baden-Baden. Ha vinto il Premio Abbiati nel 2013 per le interpretazioni verdiane, La Maschera d’oro, l’Oscar della lirica, il Premio Zenatello all’Arena di Verona, il Premio Orazio Tosi, il Premio Carlo Alberto Cappelli, il Premio Pertile, il Premio Lugo, il Premio Prandelli, il Premio Mascagni, il Tiberini d’oro, l’ISO d’oro e la Targa Labò. Tra i suoi impegni più recenti, Simon Boccanegra a Londra, Genova e Vienna, Ernani e La Traviata alla Scala, Requiem di Verdi diretto da Riccardo Muti a Tokyo, Baden-Baden e al Festival di Salisburgo, Aida al Teatro La Fenice, ancora Aida ma in forma di concerto a Chicago con la Chicago Symphony Orchestra diretta da Muti. La stagione 2019/2020 comprende il Verdi Opera Gala a Piacenza, Giovanna d’Arco in concerto alla Monnaie, Ernani in concerto a Lione, Parigi e Vichy, Requiem di Verdi diretto da Muti alla testa della Chicago Symphony Orchestra al Musikverein di Vienna. Ha inaugurato la stagione in corso alla Scala, cantando come Caravadossi in Tosca, sotto la direzione di Riccardo Chailly e con la regia d David Livermore. Il 23 febbraio 2020, quando il Teatro della Scala è stato chiuso per il corona virus, era impegnato proprio lì con Il Trovatore, altro suo ruolo distintivo del quale avrebbe celebrato la 50esima rappresentazione proprio con una delle repliche di febbraio.

Ha debuttato alla Scala a soli 23 anni ne Les Dialogues des Carmelites diretto dal M° Riccardo Muti, e vi è poi tornato negli anni successivi per Otello, Idomeneo, Don Giovanni, Maria Stuarda e Der Rosenkavalier. Ad oggi, Francesco Meli vanta diciotto diverse locandine alla Scala di Milano. Nel 2004 ha debuttato come Nemorino in Elisir d’amore, cantando successivamente la parte in innumerevoli teatri. A partire dal 2005 ha aperto la stagione del Carlo Felice in Don Giovanni e il Rossini Opera Festival con una nuova produzione di Bianca e Falliero. Ha cantato ne Il Barbiere di Siviglia a Zurigo, in Don Giovanni al Théatre des Champs-Elysées a Parigi, La Sonnambula a Lyon per un’incisione Virgin a fianco di Natalie Dessay, nel Così fan tutte a Vienna diretto da Riccardo Muti dove è poi tornato per una nuova produzione di Anna Bolena, Maometto II al Rossini Opera Festival e a Tokyo, Torvaldo e Dorliska ancora a Pesaro per l’inaugurazione del Festival nel 2006, quindi il Duca di Mantova per i suoi debutti alla Royal Opera House e al Metropolitan Opera House di New York.

Apprezzato dal «Sole 24 ORE» per “la voce talmente bella che si staglia nella mischia del palcoscenico: incisiva, piena, tornita, potente e fresca”, Luca Salsi è nato a San Secondo Parmense. Si è diplomato in canto presso il Conservatorio “Arrigo Boito” di Parma, sotto la guida del soprano Lucetta Bizza, perfezionandosi con il baritono Carlo Meliciani. La sua carriera l’ha visto protagonista dei maggiori palcoscenici del mondo: il Metropolitan di New York, il Teatro alla Scala, la Royal Opera House di Londra, la Bayerische Staatsoper, la Washington National Opera, il Festival di Salisburgo, la Los Angeles Opera, la Staatsoper di Berlino, il Liceu de Barcelona, il Teatro del Maggio Musicale Fiorentino, il Teatro dell’Opera di Roma, il Teatro San Carlo di Napoli, il Concertgebouw di Amsterdam e il Teatro Real di Madrid. Ha collaborato con importanti direttori d’orchestra come Riccardo Muti, Riccardo Chailly, Valery Gergiev, James Levine, Daniele Gatti, James Conlon, Gustavo Dudamel, Nicola Luisotti, Renato Palumbo, Donato Renzetti, Michele Mariotti e Alberto Zedda, nonché con prestigiosi registi quali Robert Carsen, Hugo De Ana, Antony Minghella, Werner Herzog, Franco Zeffirelli, David McVicar e Damiano Michieletto.

È stato protagonista di due inaugurazioni di stagione al Teatro alla Scala: nel 2017 nell’Andrea Chénier e nel 2019 nella Tosca, in entrambe le occasioni accanto ad Anna Netrebko e con la direzione di Riccardo Chailly. Ha inoltre inaugurato il Festival Verdi di Parma in Macbeth e la stagione 2018/19 del Teatro La Fenice, sempre nella parte di Macbeth (con regia di Damiano Michieletto e direzione di Myung-whun Chung). Ha debuttato come Iago nell’Otello con i Berliner Philharmoniker ed è stato Macbeth con la direzione di Riccardo Muti (Firenze e Ravenna), Rodrigo nel Don Carlo al Teatro Comunale di Bologna e per l’inaugurazione del Teatro Real di Madrid, Carlo nell’Ernani al Teatro alla Scala, Germont ne La traviata e Scarpia nella Tosca all’Opéra de Paris, Nabucco e Gérard nell’Andrea Chénier alla Wiener Staatsoper, Simon Boccanegra al Festival di Salisburgo (con Valery Gergiev sul podio dei Wiener Philharmoniker), e ancora una volta Germont ne La traviata alla Metropolitan Opera di New York. Nel febbraio 2020 ha debuttato come Alfio in Cavalleria rusticana con la Chicago Symphony Orchestra diretta da Riccardo Muti.

Davide Cavalli è dal 2015 pianista della Riccardo Muti Italian Opera Academy. Nell’Agosto 2017 è stato maestro di sala e assistente musicale per l’allestimento di Aida di Giuseppe Verdi al Festival di Salisburgo diretta da Riccardo Muti con Anna Netrebko, Francesco Meli, Ekaterina Semenchuk e Luca Salsi nei ruoli dei protagonisti. Nel dicembre 2018 si è esibito nel cartellone inaugurale del Teatro Amintore Galli di Rimini, riaperto dopo 75 anni. Il 6 Aprile 2019, insieme a Francesco Meli, si è esibito a Roma, a Palazzo Madama, nel ciclo Senato & Cultura in occasione del premio alla carriera consegnato dal Presidente del Senato a Franco Zeffirelli.

Ha cominciato gli studi di Pianoforte con Alfredo Speranza, diplomandosi con il massimo dei voti e la lode presso il Conservatorio Luisa D’Annunzio di Pescara. Successivamente ha frequentato i corsi di perfezionamento di Edith Fischer, Robert Szidon, Aquiles Delle Vigne e Pier Narciso Masi e ha conseguito, con il massimo dei voti e la lode, i Diplomi Accademici di II livello in Discipline Musicali nella classe di Pianoforte di Roberto Cappello e nella classe di Musica da Camera di Pierpaolo Maurizzi, presso il Conservatorio Arrigo Boito di Parma.

Musicista eclettico, si è esibito come solista e in formazioni da camera presso prestigiosi enti ed istituzioni musicali quali la Odessa Philarmonic Society, la Fondazione Hindemith di Blonay, il Conservatorio della Svizzera Italiana di Lugano, il Conservatorio di Ginevra, il Ravenna Festival, il Conservatorio di Milano, il Conservatorio di Città Reale, lo Schubert Club di Saint Paul e la University of Minnesota. Ha inoltre tenuto concerti presso l’Église de Saanen e l’Auditorium Kirchgemeindehaus di Gstaadt, l’Eglise Saint Marc di Bruxelles, la Salle des Arts di Parigi, la Sala Joaquín Turina di Siviglia, il Teatro Regio e l’Auditorium Paganini di Parma, il Teatro Alighieri di Ravenna, il Palacultura di Messina, il Teatro Verdi di Pisa, a Praga, Barcellona, Des Moines (Iowa), Milwaukee, Philadelphia. Nell’ambito dell’Internationales Kammermusik Festival Austria, ha registrato per la radio e televisione austriaca (ORF) presso la Stift Altenburg Bibliothek, insieme a Davide Muccioli, le Suites per duo pianistico di Sergej Rachmaninov. È vincitore assoluto dei Concorsi internazionali Seiler Piano Competition di Creta, Frédéric Chopin di Roma e Camillo Togni di Brescia. Ha inoltre ottenuto il primo premio assoluto in numerosi concorsi pianistici nazionali. Svolge un’intensa attività nel teatro musicale collaborando, fra gli altri, con il Festival di Salisburgo, il Ravenna Festival, il Teatro dell’Opera di Roma, con i maestri Riccardo Muti, Patrick Fournillier, Ottavio Dantone, Andrea Battistoni, Boris Brott, Nicola Paszkowski, Stefano Montanari, Maurizio Zanini e con i registi Graham Vick, Pier Luigi Pizzi, Cristina Mazzavillani Muti, Micha van Hoecke, Chiara Muti, Shirin Neshat, Cesare Lievi, Emilio Sagi, Michele Mirabella, Andrea De Rosa… Collabora con l’Orchestra giovanile Luigi Cherubini ed ha partecipato alle tournées de I Due Figaro di Saverio Mercadante al Teatro Colón di Buenos Aires, Il Trovatore al Royal Opera House di Muscat in Oman, Rigoletto presso il Baharain National Theatre, Falstaff e Macbeth al Savonlinna Opera Festival in Finlandia ed ai concerti Le vie dell’Amicizia diretti da Riccardo Muti a Kiev, Teheran e Atene.

Il 19 Dicembre 2014, nel decimo anniversario della morte di Renata Tebaldi, ha eseguito la Petite Messe Solennelle di Gioachino Rossini nella Basilica di San Marino. In occasione delle celebrazioni del bicentenario della nascita di Giuseppe Verdi, ha partecipato al progetto Echi notturni di incanti verdiani in collaborazione con Rai 1, presso la casa natale del Maestro a Roncole di Busseto, realizzando l’arrangiamento musicale delle scene di morte delle eroine della Trilogia popolare. È Docente di Pianoforte presso il Liceo Musicale Antonio Canova di Forlì. (giugno 2020)

EXTRA

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TEATRO MUNICIPALE DI PIACENZA

Splendido esempio di architettura tardo settecentesca, il Teatro Municipale di Piacenza fu inaugurato il 10 settembre 1804 con Zamori, ossia l’Eroe delle Indie, dramma serio per musica di Giovanni Simone Mayr, musicista bavarese maestro di Gaetano Donizetti che visse lungamente a Bergamo.
La costruzione del teatro, progettato dall’architetto piacentino Lotario Tomba (autore, fra l’altro, del Palazzo del Governatore in piazza Cavalli) ebbe inizio nel settembre del 1803 per concludersi l’anno successivo.
Piacenza fu la prima città dell’Emilia ad avere un teatro nuovo, modernamente concepito, capiente e, soprattutto, bello; Parma lo avrà nel 1829, Modena nel 1838, Reggio Emilia nel 1857.