Il barbiere di Siviglia
Musica di Gioachio Rossini
Melodramma buffo in due atti
Libretto di Cesare Sterbini
dalla commedia omonima di Pierre-Augustin Caron de Beaumarchais
Conte di Almaviva Manuel Amati
Don Bartolo Marco Filippo Romano
Rosina Giuseppina Bridelli
Figaro Roberto De Candia
Don Basilio Mattia Denti
Berta Stefania Ferrari
Fiorello Francesco Cascione
Ambrogio Michele Zaccaria
Un ufficiale Simone Tansini
Direttore Nikolas Nȃgele
Regia Beppe De Tomasi
ripresa da Renato Bonajuto
Scene Poppi Ranchetti
Costumi Artemio Cabassi
Luci Michele Cremona
ORCHESTRA DELL’EMILIA-ROMAGNA ARTURO TOSCANINI
CORO DEL TEATRO MUNICIPALE DI PIACENZA
Maestro del coro Corrado Casati
in co-produzione con Teatro Regio di Parma, Teatro Municipale di Piacenza
Allestimento del Teatro Regio di Parma
Il Teatro Municipale di Piacenza non si ferma: nonostante la chiusura al pubblico imposta dalle misure per il contenimento della pandemia, sceglie di proporre in streaming la produzione de Il barbiere di Siviglia di Gioachino Rossini. Lo spettacolo, registrato a porte chiuse in questi giorni al Teatro Municipale con la massima attenzione alle norme per la sicurezza sanitaria di artisti e maestranze, sarà messo in onda in streaming première domenica 20 dicembre alle 15:30, gratuitamente e in tutto il mondo su Youtube, grazie al supporto di Opera Streaming, primo portale regionale dedicato alla trasmissione dell’opera lirica, dove poi resterà visibile anche successivamente.
Nel periodo tradizionalmente dedicato all’inaugurazione della Stagione Lirica piacentina, il celebre titolo rossiniano, coproduzione della Fondazione Teatro Regio di Parma e della Fondazione Teatri di Piacenza, sarà portato in scena nel classico ed elegante allestimento firmato nel 2005 per il Regio di Parma dal Maestro della regia Beppe De Tomasi, ripreso da Renato Bonajuto, che descrive così il suo lavoro rivisto alla luce delle regole anti-Covid: “Un nuovo modo al quale gli interpreti di questa compagnia dinamica si sono prestati con professionalità ed entusiasmo – spiega Bonajuto nelle note di regia – mettendosi in gioco, sperimentando nuove soluzioni, nuovi linguaggi che arrivassero al pubblico anche attraverso il nuovo strumento tecnologico dello streaming, rispettando il carattere comico voluto dal compositore”.
Maestro concertatore e direttore sarà Nikolas Nägele, Kapellmeister alla Deutsche Oper di Berlino, alla guida dell’Orchestra dell’Emilia-Romagna Arturo Toscanini e del Coro del Teatro Municipale di Piacenza preparato da Corrado Casati.
Nuovo cast in cui brillano giovanissimi cantanti e specialisti del repertorio rossiniano: il tenore ventitreenne Manuel Amati (Conte D’Almaviva), il mezzosoprano Giuseppina Bridelli al debutto nel ruolo di Rosina, che fa ritorno al Municipale dopo Aci, Galatea e Polifemo di Händel, il baritono dalla carriera internazionale Roberto de Candia (Figaro) il baritono Marco Filippo Romano (Don Bartolo), altro gradito ritorno al Municipale dopo La Cenerentola e La forza del destino, così come quello del basso Mattia Denti (Don Basilio), piacentino come Stefania Ferrari (Berta), Simone Tansini (Ufficiale) e la stessa Bridelli, nel segno della continua attenzione agli artisti del territorio, e il baritono Francesco Cascione (Fiorello). Le scene sono firmate da Poppi Ranchetti, i costumi da Artemio Cabassi e le luci da Michele Cremona.
Composta per il Teatro Argentina di Roma nel 1816, l’opera è ispirata alla commedia Le Barbier de Séville ou La prècaution inutile di Pierre-Augustin Caron de Beaumarchais, già messa in musica trentaquattro anni prima da Giovanni Paisiello. Forse proprio ai pregiudizi dei sostenitori di Paisiello, si devono le contestazioni che la accolsero al debutto. Il fallimento durò però un solo giorno: già dopo la prima, il successo dell’opera crebbe vorticosamente e nel giro di pochi anni fu rappresentata in tutta Europa. La fortuna non ha mai conosciuto arresti, decretando Il barbiere di Siviglia l’opera del genere buffo più conosciuta e rappresentata.
EXTRA
IN DIRETTA DA
TEATRO MUNICIPALE DI PIACENZA
Splendido esempio di architettura tardo settecentesca, il Teatro Municipale di Piacenza fu inaugurato il 10 settembre 1804 con Zamori, ossia l’Eroe delle Indie, dramma serio per musica di Giovanni Simone Mayr, musicista bavarese maestro di Gaetano Donizetti che visse lungamente a Bergamo.
La costruzione del teatro, progettato dall’architetto piacentino Lotario Tomba (autore, fra l’altro, del Palazzo del Governatore in piazza Cavalli) ebbe inizio nel settembre del 1803 per concludersi l’anno successivo.
Piacenza fu la prima città dell’Emilia ad avere un teatro nuovo, modernamente concepito, capiente e, soprattutto, bello; Parma lo avrà nel 1829, Modena nel 1838, Reggio Emilia nel 1857.