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Aci, Galatea e Polifemo

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Aci, Galatea e Polifemo
Musica di Georg Friedrich Händel

Ecologia di un amore eterno
Libretto di Niccolò Giuvo
Ricostruzione ed edizione critica: Fabrizio Longo, Raffaele Pe, Luca Guglielmi
Prima messa in scena in epoca moderna della versione “Per Senesino” (ms. Egerton 2953)

Aci  Raffaele Pe
Galatea Giuseppina Bridelli
Polifemo Andrea Mastroni

Maestro concertatore e clavicembalo Luca Guglielmi
Regia, scene e costumi Gianmaria Aliverta
Proiezioni video TOKIO STUDIO
Luci Elisabetta Campanelli

Ensemble Barocco LA LIRA DI ORFEO

Produzione
Fondazione Teatri di Piacenza

Aci, Galatea e Polifemo, serenata a tre voci composta nel 1708 da un giovanissimo Händel a Napoli, conobbe versioni e adattamenti per più di trent’anni, fino al 1739. Questa nuova produzione del Teatro Municipale di Piacenza rappresenta la prima esecuzione in tempi moderni della versione scritta per il celebre cantante castrato Francesco Bernardi detto il Senesino, nella ricostruzione e edizione critica di Fabrizio Longo, Raffaele Pe e Luca Guglielmi.

Protagonisti il controtenore tra i più apprezzati della nuova generazione Raffaele Pe (nel ruolo di Aci), il mezzosoprano Giuseppina Bridelli (Galatea), voce particolarmente richiesta nel repertorio barocco, e Andrea Mastroni (Polifemo), basso di fama internazionale. Maestro concertatore e clavicembalo è Luca Guglielmi, artista molto apprezzato per le sue interpretazioni storicamente informate, alla direzione dell’ensemble barocco La Lira di Orfeo.  Regia, scene e costumi sono firmati da Gianmaria Aliverta, tra i giovani registi d’opera più interessanti; proiezioni video di Tokio Studio.

Il mito di Aci e Galatea, narrato nelle Metamorfosi di Ovidio, è trasposto nel libretto del 1708 dal napoletano Nicolò Giuvo. La leggenda ha luogo in Sicilia: l’amore tra la ninfa del mare Galatea e il pastore Aci suscita la gelosia e l’ira del Ciclope Polifemo, che uccide il rivale scagliandogli contro un pezzo di montagna. Galatea ottiene dal padre Nereo che il sangue di Aci sia tramutato in fiume, perché possa ricongiungersi al mare e rendere così eterno il loro amore. I faraglioni della baia di Aci Trezza e i nove borghi che portano il nome di Aci custodiranno le reliquie del corpo fatto a pezzi del giovane pastore.

EXTRA

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TEATRO MUNICIPALE DI PIACENZA

Splendido esempio di architettura tardo settecentesca, il Teatro Municipale di Piacenza fu inaugurato il 10 settembre 1804 con Zamori, ossia l’Eroe delle Indie, dramma serio per musica di Giovanni Simone Mayr, musicista bavarese maestro di Gaetano Donizetti che visse lungamente a Bergamo.
La costruzione del teatro, progettato dall’architetto piacentino Lotario Tomba (autore, fra l’altro, del Palazzo del Governatore in piazza Cavalli) ebbe inizio nel settembre del 1803 per concludersi l’anno successivo.
Piacenza fu la prima città dell’Emilia ad avere un teatro nuovo, modernamente concepito, capiente e, soprattutto, bello; Parma lo avrà nel 1829, Modena nel 1838, Reggio Emilia nel 1857.