Die Fledermaus ovvero Il pipistrello
Musica di Johann Strauss II
Operetta in tre atti
Libretto di Carl Haffner e Richard Genée
Gabriel von Eisenstein Mert Süngü
Rosalinde Mihaela Marcu
Frank Nicolò Ceriani
Principe Orlofsky Miriam Albano
Alfred Francesco Castoro
Dr. Falke Birger Radde
Dr. Blind Salvatore Grigoli
Adele Sara Fanin
Ida Francesca Micarelli
Frosch Vito
Attori
Riccardo Dell’Era, Filippo Ferretti, Daniele Giuliani, Daniele Palumbo
Danzatori
Allievi della Accademia di Musical BSMT di Bologna
Direttore Sasha Yanchevych
Regia Cesare Lievi
Maestro del Coro Gea Garatti Ansini
Scene e costumi Luigi Perego
Luci Luigi Saccomandi
Coreografia Irina Kashkova
Assistente alla regia Mirko Rizzi
Assistente coreografo Daniele Palumbo
Orchestra, Coro e Tecnici del Teatro Comunale di Bologna
NUOVA PRODUZIONE
Teatro Comunale di Bologna con il Teatro Carlo Felice di Genova
In collaborazione con la The Bernstein School of Musical Theater di Bologna
Rimanda metaforicamente alla Divina Commedia di Dante Alighieri la nuova produzione in prima assoluta del Trittico di Giacomo Puccini nella visione del regista Pier Francesco Maestrini e nell’interpretazione del direttore d’orchestra Roberto Abbado.
L’idea del regista di accostare i tre atti unici pucciniani alle tre cantiche della Divina Commedia – Inferno, Purgatorio, Paradiso – nasce proprio da uno dei primissimi progetti dello stesso compositore per il suo Trittico, poi accantonato mantenendo un riferimento dantesco diretto solo nel Gianni Schicchi. Rimane però, secondo Maestrini, «questa idea con le anime dannate nel Tabarro, con le anime in attesa di redenzione in Suor Angelica, con il colpo di genio del ‘paradisiaco’ Schicchi. Non è certo un caso – spiega il regista – se buona parte del terzo titolo che compone la trilogia è scritto in endecasillabi, o quando Suor Angelica appare e canta ‘I desideri sono i fior dei vivi, non fioriscon nel regno delle morte…’ rimanda alla preghiera di San Benedetto nel Paradiso».
Tra i riferimenti visivi nell’allestimento – che vede le scene firmate da Nicolás Boni, i costumi da Stefania Scaraggi e le luci da Daniele Naldi – spicca quello alle illustrazioni di Gustave Doré per la Divina Commedia «che peraltro – prosegue Maestrini – hanno influenzato tanto cinema, compreso quel Al di là dei sogni che direi è il mio riferimento principale per questo Trittico».
EXTRA
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TEATRO COMUNALE DI BOLOGNA
Costruito per accogliere il melodramma italiano, il Teatro Comunale porta con sé non solo la propria ma la storia tutta della città che lo ospita nel luogo in cui si era ammirato lo splendido Palazzo dei Bentivoglio. Il Comunale si è imposto fin dall’inizio come il maggiore teatro di una città che, dal tardo Seicento fino all’età del trionfo di Casa Ricordi e dell’editoria industriale, ha avuto il ruolo di capitale del sistema produttivo dell’opera italiana. Il teatro troneggiava, fin dagli esordi, sul tessuto di una città che era residenza di un’impressionante quantità di agenti, impresari, cantanti, ballerini, strumentisti, disegnatori, noleggiatori di scene e costumi oltre che sede dell’influente Accademia Filarmonica che tra gli altri diplomò, sotto la guida di Padre Martini, un Wolfgang Amadeus Mozart appena quattordicenne.